RACCONTI CONDITI: Capitolo Quinto

Benvenuti, cari lettori, nell’incantevole mondo dei “Racconti Conditi” al quale, ahimè, ci affacceremo oggi insieme, per l’ultima volta. Il tempo è come volato e in un lampo, la nostra mini-serie letteraria con protagonista L’Aceto Balsamico di Modena L-Originale, è giunta al capitolo finale, quello di oggi, durante il quale scopriremo finalmente il menù à la carte per un banchetto da Re. Non vogliamo tediarvi troppo perché, ben sappiamo, quanto lunga sia stata la vostra attesa, dunque, senza troppe eloquenze, entriamo nel vivo della puntata, presentandovi immediatamente il personaggio chiave che ci guiderà alla scoperta dei segreti per il… “menù perfetto”….

Lei è Madame Goût, un tipetto bizzarro, eccentrico e all’apparenza, decisamente originale, non certo la classica Chef impettita e austera che potremmo aspettarci e, per questo, tiriamo subito un sospiro di sollievo. La nostra guida di oggi è una giovane donna dall’aspetto sbarazzino, altissima e in perfetta forma, capello ribelle e trucco pronunciato, soprattutto sulle labbra che, esplodono letteralmente, nel mezzo del suo bel viso sorridente. Sebbene l’età e l’attitudine la dipingano come una persona compiacente, noi non dimentichiamo che lei è invero una grande Chef e, in quanto tale, occorre approcciarsi a lei con il dovuto rispetto. Lasciamo dunque che si presenti e che ci introduca le tematiche della lezione attraverso due domande guida alle quali, insieme, risponderemo:

«Quali gli ancestrali e comprovati segreti per mettere a punto il menù perfetto?»

E ancora, «Come destreggiarsi con trionfo nell’insidioso e fondamentale mondo delle ricette, quali scegliere, quali errori evitare, esistono formule magiche per il successo garantito?»

Madame Goût risponderà anche a questo, ma non finisce qui. La nostra giovane Chef ha in serbo una sorpresa, sapete indovinare di che si tratta? No? Bhè, allora ve la sveliamo noi: Madame Goût preparerà su misura per noi un menù à la carte a tema “banchetto da Re”, un esempio, nero su bianco, di un menù parfait da riproporre, ciascuno con le proprie eventuali varianti, ai nostri ospiti. E pensate che non è ancora finita, come vi avevamo promesso, saremo proprio noi i primi a degustare il menù di Madame Goût, testando in anteprima i deliziosi piatti che un domani, potremo riproporre ai nostri ospiti. In tutto questo, vi starete chiedendo che fine ha fatto il nostro Aceto Balsamico L-Originale, bhè cari lettori, lui è niente popò di meno che il fil rouge del menù ma, non temete, ogni cosa a suo tempo. Per ora, ascoltiamo le parole di Madame Goût che, con enfasi, si schiarisce la voce e ci invita a prender posto perché la lezione è cominciata!

La prima cosa sulla quale occorre ragionare, ci spiega Madame Goût, sono le portate, che vanno naturalmente vagliate in base al numero degli ospiti e alla tipologia di cena che ci si approccia a preparare, per esempio, se si tratta di una cena tra amici, due portate (piatto unico e dessert) sono sufficenti, ma se parliamo di cene più formali, il discorso cambia. In questo caso è infatti necessario offrire un pasto completo, composto pertanto, solitamente, da quattro portate: aperitivo (o antipasto servito al tavolo), primo piatto, secondo piatto e dessert. Quali saranno, a tal proposito, le abitudini della Chef? Madame Goût le condivide con noi, raccontandoci com’è solita preparare una cena formale a casa: “Parto sempre con un buon aperitivo, servito in piedi, in salotto. È un’idea all’apparenza informale, ma invero perfetta per creare un’atmosfera di immediata intesa, cosa importante e anzi, indispensabile, chiunque siano i vostri ospiti. Per l’aperitivo scelgo sempre un ottimo vino da abbinare a canapès, tartellette e stuzzichini. Tenete sempre a mente che è buona educazione predisporre delle alternative vegetariane e senza glutine per gli ospiti con particolari necessità, perché il cibo è conforto e il momento del pasto è soprattutto e innanzitutto convivialità, dunque non deve mai, mai, mai, esser motivo di disagio. Una volta concluso l’aperitivo, invito i miei ospiti ad accomodarsi a tavola e, di lì a pochi minuti (massimo 10’), servo il primo piatto che sarà in brodo, per una cena formale, asciutto, per una cena casual. Per quanto riguarda la quantità, cerco sempre di non eccedere, onde evitare che i miei ospiti s’ingolfino troppo a metà cena.”

Madame Goût continua nel racconto arrivando a parlarci del secondo piatto, quello che lei definisce “il piatto principale”. In questo caso, ci svela essere fondamentale abbinare correttamente, carne o pesce che sia, a due o tre scelte di ottimi contorni in modo tale che, se qualcuno non dovesse gradire la carne o il pesce, possa trovare del felice conforto nell’abbondante e gustoso contorno. In ultimo…il dessert! Il piatto più goloso dell’intera cena che, inevitabilmente, addolcirà il palato e, se si è fatto davvero un ottimo lavoro, anche l’umore dei commensali. Madame Goût opta sempre per una buona torta fatta in casa (che non significa necessariamente “torta della nonna”), alla quale abbina frutta fresca di stagione servita in dei scenografici portafrutta, che trovano posto al centro della tavola. Ultimissimo step? Il caffè, il quale, secondo i suggerimenti di Madame Goût, andrebbe servito in salotto, accompagnato da praline al cioccolato e amaro, per chi lo desidera.

Bene cari lettori, la prima parte della lezione termina qui e dopo una breve pausa tra convenevoli e chiacchiere, ecco che Madame Goût riprende le redini del discorso, introducendoci alla seconda parte della lezione, tutta dedicata alle ricette. “…in questa fase della lezione, vi fornirò dei preziosi spunti, ai quali forse non avevate mai pensato, per perfezionare la scelta delle ricette per la vostra cena…” incalza Madame Goût, e prosegue poi, “… come prima cosa è bene ragionare sulla varietà del menù (mai puntare su un unico ingrediente monotematico), sulla stagionalità dei prodotti e sull’abbinamento di sapori e di colori, il cibo dev’essere tanto buono, quanto bello. Per non parlare poi del calore del piatto, è fondamentale approcciarlo con criterio sapete?! Mi spiego meglio, nel corso di una cena il “calore” dei piatti deve andare crescendo o rimanere invariato, ma non deve mai calare. Dunque se il vostro antipasto sarà caldo, giammai potrete proporre un primo piatto freddo e così via, se invece