RACCONTI CONDITI: Capitolo Quarto

Bentornati cari lettori, i nostri “Racconti Conditi” hanno ormai definito una loro rotta, ci hanno presentato attori e co-attori, ambienti e valori, tradizioni e origini… ora non resta che procedere con la trama e giungere al punto della storia in cui ci prepariamo a conoscere fino in fondo le delizie firmate L-Originale. La scorsa puntata si è conclusa con un annuncio da leccarsi i baffi, abbiamo infatti accennato ad un banchetto che, siamo certi, vi avrà fatto venire l’acquolina in bocca. Ma perché un banchetto si rispetti, ci sono ahimè, delle regole da rispettare, un programma da definire e…un banchetto da preparare! Ed è dunque di questo che parleremo oggi, con cura ed attenzione, ci lasceremo guidare alla scoperta di una tavola degna degli ospiti più speciali, scopriremo i principi del bon ton, tra segreti per l’apparecchiatura, preziosi alleati e buone maniere nell’accoglienza degli ospiti, qualche accenno alla salute e pronti via, in pochissimo tempo, avremo sotto agli occhi il banchetto dei sogni che ci vedrà tutti, nessun escluso, eccezionali invitati. Il nostro viaggio sensoriale odierno, ci porterà dunque a spasso tra cucina e salone da pranzo, luoghi di massima convivialità e di assoluta egemonia di pietanze e condimenti, proprio come il nostro Aceto Balsamico che, naturalmente, sarà sempre al centro dei nostri pensieri perché, dovete sapere cari lettori, che sarà lui il filo conduttore, il protagonista che identificherà il menù pensato per il nostro banchetto. Ma ogni cosa a suo tempo…

Il nostro viaggio ha inizio proprio in cucina e di fronte a noi, Messier Bon Ton, un uomo in carne ed ossa che ne sa una più del Diavolo quando si tratta di etichetta a tavola. Il primo concetto al quale ci introduce il nostro relatore è invero un sentimento, la gioia, intesa, ad essere precisi, come gioia nel creare e gioia nel condividere. Esatto, la prima cosa da tenere a mente quando si organizza una cena speciale è che non si è mai tenuti a farlo, lo si deve fare perché lo si desidera, altrimenti che gusto c’è? Una volta appurata questa piccola introduzione, ci immergiamo subito in un’atmosfera rilassata ma precisa, rasserenante ma esigente che ci aiuterà a focalizzare l’attenzione su quanto ci aspetta…l’apparecchiatura!

Tema temutissimo e spesso ingiustamente condannato perché, come ci precisa Messier Bon Ton, non è affatto la terribile sfida che si pensa, apparecchiare una tavola in modo impeccabile può essere divertente, costruttivo e soprattutto, una volta terminata la mise en place, decisamente soddisfacente. Primo ingrediente da considerare a tal proposito: il mollettone, quello sconosciuto, la cui presenza a tavola è però d’obbligo. Qualora non sappiate di cosa parliamo, Messier Bon Ton procede coll’illuminarci… “Si tratta di un panno felpato che andrà adagiato sulla tavola, proprio sotto la tovaglia. È fondamentale ricordarsi di rispolverarlo per le occasioni speciali perché, oltre a proteggere la tavola da insidiosi imprevisti e ospiti maldestri, renderà il piano del tavolo molto piacevole al tatto e impedirà a piatti, posate e bicchieri di “aggredire” rumorosamente la tavola...” Fin qui tutto fila liscio, dunque possiamo procedere nell’ascoltare Messier Bon Ton e le sue “regole d’oro” per la tavola perfetta Subito dopo averci introdotto al mollettone, procede col decantare l’importanza della biancheria che si andrà ad utilizzare, tovaglia e tovaglioli devono, naturalmente, essere ben lavati e perfettamente stirati, non devono presentare macchie insolite o strani buchi. Ci lascia invece libero arbitrio nella scelta dei colori anche se, precisa poi, meglio prediligere i toni neutri per garantire un equilibrio cromatico piacevole alla vista. Assolutamente banditi tessuti sintetici. Ora che la base è pronta, si passa all’attacco e qui entrano in gioco gli utensili e le stoviglie, ma anche gli elementi decorativi che, come echeggia Messier Bon Ton, non vanno dimenticati. Piatti e sottopiatti (se previsti) devono appartenere al medesimo servizio, l’unica eccezione può essere il piattino del pane a cui è concessa un’identità tutta sua. Per le posate stesso discorso, “…scegliete il servizio che più vi piace e usate quello…” intona Messier Bon Ton il quale, ci appare chiaro, proprio non sopporta la confusione! Prosegue poi, con un cenno della mano, ammettendo una lieve precisazione: “… in effetti, parlando di posate, debbo ammettere che una concessione è lecita e riguarda le posate da dessert e i coltelli da cacciagione. Loro possono appartenere ad un servizio differente ma, badate bene che, se scegliete posate da dessert di un servizio diverso rispetto al resto delle posate a tavola, dovrete premurarvi di tenerle in cucina e portarle in sala da pranzo solo una volta che la tavola sarà sparecchiata di tutto il superfluo e pronta ad accogliere i dolci!”. Si passa poi ai bicchieri per i quali la questione sembra essere molto più semplice, l’ordine da rispettare è uno e va seguito sempre, senza sé, senza ma: I bicchieri vanno messi in alto, a destra del sottopiatto, in ordine di grandezza, dunque avremo prima quello dell’acqua, poi quello del vino rosso e infine quello del bianco. “…manca poco”, ci svela Messier Bon Ton, facendoci dunque intendere che le sue “regole d’oro” per l’apparecchiatura perfetta sono quasi terminate. Dunque procediamo verso gli ultimi step, passando a caraffe (per l’acqua), bottiglie di vino e…. saliera per condimenti! “Come ben ricorderete…”, incalza Messier Bon Ton, “…L’Aceto Balsamico L-Originale è l’assoluto protagonista del nostro banchetto, l’intero menù è difatti stato costruito per valorizzare al massimo questo regale condimento, esaltandolo grazie ad abbinamenti e accostamenti unici. Pertanto, anche nella fase di apparecchiatura occorre riservargli un posticino da Re…” ed ecco che ci illumina su come renderlo possibile…Preservando la sua identità! Le bottiglie che contengono il pregiato Aceto Balsamico L-Originale, sono infatti raffinate e di una bellezza ed eleganza uniche, sostituirle sarebbe un vero sacrilegio dunque, molto meglio servirlo a tavola direttamente nella sua boccia d’origine, al fianco di olio, sale e macinapepe.

Ci lasciamo così alle spalle il discorso apparecchiatura che, dobbiamo ammettere, ci ha lasciati un po’ spossati. Ma, da bravi studenti quali siamo, ci rimettiamo subito in carreggiata per seguire ben benino i prossimi step della lezione che, Messier Bon Ton ci ricorda, sono ancora due.

Il prossimo tema da trattare sono le buone maniere che si ricollegano immediatamente al concetto di “accoglienza”, apparentemente molto caro a Messier Bon Ton il quale, quasi commosso, dice: “Saper accogliere i propri ospiti significa sapersi occupare di loro e della loro personale felicità, nel mentre che si trovano sotto il nostro tetto. L’arte dell’accoglienza è una peculiarità innata, ma si può, con impegno ed umiltà, apprendere e migliorare. Mi correggo, si deve apprendere e migliorare, per far sentire gli invitati amati, accolti e speciali.” Il suo ferreo rigore abbinato ad una cortese commozione, non ci lasciano alternative. Profondamente concordi, seguiamo il maestro in cucina per l’ultima, speciale, lezione della giornata: la cura per la salute. Si tratta di un excursus particolare, al quale però, Messier Bon Ton, tiene particolarmente. Ci ricorda infatti l’importanza di scegliere sempre cibi, pietanze e materie prime di primissima qualità perché in fondo, noi siamo quello che mangiamo e a maggior ragione nel caso in cui offriamo il nostro cibo a terzi, è fondamentale che sia scelto con cura.

Ed è così che torna al centro dei pensieri il nostro Aceto Balsamico L-Originale che, come ormai ben sapete, si distingue come eccellenza di qualità e gusto, temi che, vi anticipiamo, saranno centrali nel prossimo ed ultimo capitolo dei nostri “Racconti Conditi”, nel quale, finalmente, scopriremo il sublime menù di cui l’aceto, sarà protagonista. Allora senza ulteriore indugio, ci diamo appuntamento al prossimo giovedì, cari lettori, appuntamento al quale, suggerisce Messier Bon Ton, non potete mancare.

©2018 Federica Ghiozzi All right reserved
 

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