Nei Miei Panni: storia di un Made in Italy fatto di poesia


Ha scelto di dar fiducia ai sogni e di avere il coraggio di cambiare, per seguirli. Dopo anni nei cantieri a fare l’architetto, ha disegnato un nuovo futuro, su misura per lei e i suoi desideri. Vi diamo il benvenuto, cari lettori, nel mondo di Cristina Gamberoni di Nei Miei Panni, un mondo fatto di ricerca e poesia. Un mondo che noi abbiamo interpretato così: un connubio tra il fascino rigoroso dell’architettura e la vivace bellezza della moda. In questo caso dedicata alla bambina e alla donna..


Lei è Cristina, architetto di Bergamo: pur amando il suo lavoro, ha deciso, ad un certo punto della sua carriera, di sperimentare una nuova visione della professione. Tutto è nato dal bisogno di dar libero sfogo alla sua creativa manualità, costruendo forme pulite di tessuto e fotografando il risultato per raccontare un percorso, un’idea, un materiale. Si è affidata all’istinto: per gradi, con pazienza e prudenza. Ha così preso forma un’idea e con essa dei bozzetti di abiti, dapprima concepiti come singole proposte, oggi strutturati in collezioni. Che parlano di bambini vestiti come tali, con una moda lineare, naturale, ma soprattutto una moda viva che possa comunicare, oltre che apparire. Una moda personale e attenta ai dettagli e alla bellezza delle forme oltre che alla qualità – imprescindibile in questo progetto – dei tessuti.

Nei Miei Panni parla di artigianalità e ricerca: un’innovativa successione di capi d’abbigliamento che sprigionano tanta concretezza, quanta voglia di libertà. Ogni pezzo della collezione ha un percorso (e un nome), una linea guida che trova riscontro sulla carta, in un primo momento, e successivamente sulla stoffa.

A tal proposito, quali materiali vengono prediletti e quali colori sono abbinati? Durante la nostra breve intervista, Cristina ci racconta della sua collezione. Ci svela, per esempio, che gli ultimi capi proposti per questo autunno/inverno fanno parte della collezione “Brasca”. Un nome insolito, che significa brace, quella di un fuoco nascosto; un nome che assume immediatamente connotazioni nostalgiche, risveglia i ricordi e regala un incontenibile senso di tepore. L’ispirazione per questa collezione arriva poi, come sempre per Nei Miei Panni, dalla natura e, in questo caso, dal bosco e dalle notti stellate. Come per magia, al precedente senso di nostalgico tepore, si sovrappone così il tema del sogno, della meraviglia.

Cristina ci racconta anche delle due essenzialità attorno alle quali ruotano i suoi capi: materiali e colori. Per quanto riguarda la scelta dei primi, parte sempre dal lino e dal cotone, ai quali abbina poi la lana, per la stagione invernale, e la garza per quella estiva.