Benvenuti alla nostra tavola

Oggi cari lettori, vi portiamo alla scoperta di un luogo sorprendente, nascosto nel centro di una fiorente Como; luogo di storia e cucina, di élite e duro lavoro, di profumi, colori, emozioni ed esseri umani. Non ci limiteremo a presentarvelo, tra il passato delle sue mura ed il presente dell’attuale location, piuttosto andremo a fondo, scoprendone l’intimità e le peculiarità, svelando, in poche parole, il dietro le quinte di un ristorante stellato tra standard da rispettare, sacrifici, travolgente passione, tenacia e determinazione, tutti ingredienti fondamentali per offrire ad ospiti e clienti, non un semplice, seppur squisito pasto, ma una vera e propria esperienza emozionale e sensoriale. Dubbiosi sul nome di questo anelato ristorante? Non temete, non prolungheremo oltre la suspance e dunque con trepidante euforia vi annunciamo l’ospite protagonista di questo speciale… Il ristorante stellato I Tigli in Theoria.

Per chi di voi non lo conoscesse, il nostro ospite odierno è un rinomatissimo ristorante comasco, un fiore all’occhiello per la città, sia per la sua decantata e appurata cucina superlativa, sia per la bellezza senza tempo dell’intera struttura. Pensate cari lettori, che questa perla culinaria dimora in una Palazzina Vescovile fatta edificare nel lontanissimo 1400 dall’allora vescovo di Como, Branda Castiglioni. Ma senza divagare troppo, concentriamo l’attenzione sulla benamata ricetta del nostro articolo che ci illuminerà su quanto scopriremo oggi in dolce compagnia: inizieremo col parlarvi dello Chef Franco Caffara, riportando il resoconto di una speciale chiacchierata tra il team Vervene e lo Chef in persona, un’esclusiva intervista raccontata che non vediamo l’ora di condividere con voi. Parleremo poi di valori, quelli cardine che dal 2014 caratterizzano la solida trasparenza di questa grande struttura. Infine, rivolgeremo l’attenzione alla tanto appetibile quanto tormentata, stella Michelin.

Buona lettura…

Come preannunciato oggi parliamo di cucina, con un approccio nuovo e innovatore, ardenti di farvi conoscere la scena principale e il dietro le quinte della difficile ma impagabile vita di un grande Chef, lui è Franco Caffara, un uomo gentile e deciso, grande portavoce dell’haute cuisine. Ma qual è la sua storia o meglio, la storia della sua passione? Tutto nacque come sfida, tra pentole e pentolini, nell’agitata atmosfera di un ristorante milanese. A dimostrazione del fatto che spesso, ad un inizio semplice e ben definito, seguono traguardi importanti e onorevoli, la carriera del nostro Chef prese il volo e, a fronte di un duro lavoro, studio e sacrifici, passò dall’essere un’iniziale “prova”, ad una travolgente passione ed infine, ad una nobile professione. Con un balzo avanti nel tempo giungiamo al 2004 quando nacque “I Tigli al Lago” inaugurato già nel ’95 dallo Chef Caffara in una prima location e poi appunto trasferito nella seducente e introversa Como. Ulteriore svolta nell’anno 2012 quando l’attesissimo riconoscimento arrivò: lo Chef ed il suo prodigo tesoro, il ristorante “I Tigli al Lago”, ricevettero la loro prima stella Michelin, una virtù gloriosa, simbolo di un lavoro straordinario ma altresì scrigno di celate insidie, ma di questo parleremo più avanti cari lettori. Tornando a noi, non ci resta che giungere al fatidico istante in cui la brillante mente imprenditoriale del Sig. Giovanni Maspero, proprietario della nobile Palazzina Vescovile sita in via Bianchi Giovini, proprio a due passi dalla meraviglia del lago, incontrò la maestria, l’esperienza e il sapere del nostro Chef, il Sig. Franco Caffara. Fuochi d’artificio tradotti in esperienze, piatti, ricette, mobilio e atmosfera… il loro matrimonio professionale portò alla luce “I Tigli in Theoria” e il resto è leggenda cari lettori, ma noi, convinti amanti della condivisione, vi raccontiamo comunque il resto della storia, dando voce a quel menù e a quei piatti che desiderano raccontare valori ed emozioni di questo gioiello della ristorazione.

Non si può dire di conoscere a fondo l’identità di un ristorante, se prima non si è data un’occhiata al suo menù, beh noi oggi lo faremo in compagnia, e non di una persona qualunque, ma proprio di colui che li pensa e li propone questi golosi menù stellati…

Come nasce il menù del nostro ristorante? La domanda giusta sarebbe, da dove nasce e la risposta è inevitabile, dal cibo stesso! Da una ricetta, una o più, che parlano di tradizione, ricordi, infanzia e gioventù, ricette classiche della cucina Italiana che, come potessero parlare, ci comunicano delle emozioni forti, vere. Emozioni che a nostra volta desideriamo comunicare a chi ci sceglie e dedica del tempo a degustare i nostri piatti.

Dunque tutto parte dal cibo e si evolve con il cibo stesso. Selezioniamo ricette, le studiamo, sviscerandone gusti e sfumature e le rivisitiamo, mantenendo, alle volte più, alle volte meno, le basi. Per portare un esempio, parliamo di un nostro piatto, Coda di rospo servita con salsa bordolese. Siamo partiti da un saporito condimento che solitamente accompagna piatti di carne e ne abbiamo rivisitato alcune peculiarità, accostandolo invece ad un secondo di pesce. Tradizione e innovazione. Altra importantissima fonte d’ispirazione è la stagionalità degli ingredienti, ci lasciamo guidare moltissimo dal naturale fluire del tempo e proprio per questo aggiorniamo o rivoluzioniamo completamente i nostri menù ogni 15 giorni all’incirca. In questo splendido periodo primaverile per esempio, stiamo privilegiando pesce di mare e frutta e verdura freschissime e di stagione.”

Giunti a questo punto, cari lettori, l’acquolina in bocca non cessava di tormentarci, dovevamo saperne di più a proposito di quest’affascinante ricerca culinaria e così domandammo allo Chef qualche approfondimento a proposito dell’equilibrio tra proposte di carne e pesce all’interno del menù…

“La nostra è una cucina principalmente basata su pesce di mare, vi sono moltissime proposte che lo vedono protagonista, tuttavia è nostra prima premura non lasciare nulla di scoperto così da assicurare a tutti i nostri ospiti, il rispetto dei rispettivi gusti. Certamente saranno sempre presenti piatti di carne, tradizionali (per esempio la Guancia di vitello al forno brasata, un piatto della tradizione carico di emozioni) e rivisitati, proposte di cucina vegetariana e piatti “speciali” unicamente pensati per il “menù del giorno” così da rendere più dinamica la scelta e riverire al nostro meglio i desideri degli ospiti in sala.”

Lo Chef prosegue nel suo coinvolgente racconto illuminandoci, per esempio, a proposito dell’estetica dei piatti, che deve essere accattivante ed armoniosa, ci parla poi della ricerca, incessante e minuziosa, sia rivolta alla materia prima, sempre di altissima qualità, sia rivolta all’accostamento di nuovi sapori, profumi, colori, ci svela inoltre che vengono premiati anche i prodotti particolari, per esempio l’Umeboshi, un condimento della cucina giapponese a base di prugne salate, ancora la salicornia, piante alofite anche conosciute come asparago di mare e le carote Kintoki, croccanti e dolcissime carote rosse giapponesi. Ci rammenta infine, con affettuoso orgoglio, che tutto ciò che viene servito è “fatto in casa” dalla splendida famiglia dei Tigli. Esatto, lo staff è più di una semplice brigata da cucina, è una vera e propria famiglia all’interno della quale regnano sovrane l’armonia e il rispetto. Trasparenza, tanta voglia di fare, serietà, equilibrio e una spontanea umanità.

Siamo giunti quasi alla fine di questo seducente labirinto gastronomico, manca solo un ultimo, capitale particolare: la stella Michelin.

Cosa significa ricevere questa sensazionale riconoscenza? Certamente che si sta svolgendo un ottimo lavoro, un eccellente lavoro si può dire, ma ciò che spesso sfugge agli occhi dei più è ciò che vi sta dietro: la trepidante smania di sedere al tavolo di un ristorante stellato riempie cuori e menti di aspettative, di ipotetici standard, di esigenze, più che leciti, penserete, considerando poi il presunto “conto da pagare”. Ma cosa c’è di sensazionale ed emozionale in una valutazione così incolore? Già, perché quando si sceglie un ristorante stellato, si sta abbracciando un più alto concetto di cucina, si sceglie la qualità afrodisiaca, la ricerca senza sosta, i sacrifici e il lavoro di squadra di un’intera equipe di persone che dedicano anima e corpo a quel “semplice” piatto, si sceglie il contesto, l’eleganza e la raffinatezza dell’arredamento, la finezza nell’apparecchiatura e l’atmosfera distinta, speciale, fuori dal mondo, di assoluta grazia, si scelgono le emozioni, si sceglie il prestigio. E in fondo, tutto questo non ha prezzo

Lo staff

Cari lettori, I Tigli in Theoria è un ristorante stellato assolutamente da inserire nei posti must da assaporare almeno una volta nella vita, è un ristorante stellato, ma, prima di tutto, è il piacere a tavola.

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